...quanto mi manchi...

Begliocchi, Settembre 1998

"Il vento nell'isola"

Il vento � un cavallo,

senti come corre

per il mare, per il cielo

Vuol portarmi via: senti

come percorre il mondo

per portarmi lontano

.......

_

MANANA

(III verso)

Aspero amor, violeta coronada de espinas,

mattoral entre tantas pasiones erizado,

lanza de los dolores, corola de la c�lera,

por qu� caminos y c�mo te dirigiste a mi alma ?

Por qu� precipitaste tu fuego doloroso,

de pronto, entre las hojas fr�as demi camino ?

Qui�n te ensen� los pasos que hasta m� te llevaron ?

Qu� flor, que piedra, qu� humo mostraron mi morada ?

Lo cierto es que templ� la noche pavarosa,

al alba llen� todas las copas con su vino

y el sol estableci� su presentcia celeste,

mietras que el cruel amor me cercaba sin tregua

hastta que lacer�ndome con espadas y espinas

abri� en mi coraz�n un camino quemante.

_

.....

Perch� tu mi oda

le mi parole

a volte si assottigliano

come le orme dei gabbiani sulle spiagge.

.....

_

SEMPRE

Prima di me

non son geloso

Vieni con un uomo alla schiena

Vieni con cento uomini nella tua chioma

Vieni con mille uomini tra il tuo petto ed i tuoi piedi

Vieni come un fiume

pieno d'affogati

che trova il mar furioso

la spuma eterna, il tempo!

Portali tutti

dove io ti attendo:

sempre saremo soli,

sempre sarem tu ed io

soli sopra la terra

per iniziare la vita!

_

.....

"Quando le tue mani vengono,

amore, verso le mie,

cosa mi recano volando ?

Perch� si son fermate sulla mia bocca, d'improvviso,

perch� le riconosco,

come se allora, anzi,

le avessi toccate,

come se prima d'essere,

avessero percorso

la mia fronte, il mio fianco ?"

....

_

.....

E� come una marea

quando lei fissa su di me

i suoi occhi neri

quando sento il suo corpo

di creta bianca e mobile

tendersi e palpitare presso il mio

E� come una marea

quando lei e� al mio fianco

....

_

"....

Forse il tempo, il tempo !

Perch� ora

� qui, guardate come passa

trascinando le pietre celesti,

rompendo fiori e foglie,

con un rumore di spume spezzate

contro tutte le pietre del mondo,

con un odore di sperma e di gelsomini,

vicino alla luna insanguinata

..."

_

TU VENIAS

No me has hecho sufrir

sino esperar.

Aquellas horas

enmaranaclas, llenas

de serpientes,

cuando

se me caia el alma y me ahogaba,

tu venlas andando,

tu venias desnuda y aranada,

tu llegabas sangrienta hasta mi lecho,

novia mia,

y entonces

toda la noche caminamos

durmiendo

y cuando despertamos

eras intacta y nueva,

como si el grave viento de los suenos

de nuevo hubiera dado

fuego a tu cabellera

y en trigo y plata hubiera sumergido

tu cuerpo hasta deja~lo deslumbrante.

Yo no sufri amor mio,

yo solo te esperaba.

Tenias que cambiar de corazon

y de mirada

despu�s de haber tocado la profunda

zona de mar que te entrego mi pecho.

Tenias que salir del agua,

pura como una gota levantada

por una ola nocturna.

Novia mia, tuviste

que morir y nacer, yo te esperaba.

Yo no sufri buscandote,

sabia que vendrfas,

una nueva mujer con lo que adoro

de la que no adoraba"

con tus ojos, tus manos y tu boca

pero con otro corazon

que amanecio a mi lado

como si siempre hubiera estado alh

para seguir conmigo para siempre.

TU VENIVI

Non m'hai fatto soffrire

ma attendere.

Quelle ore

intricate, piene

di serpenti,

quando tu venivi camminando,

tu venivi nuda e graffiata,

tu giungevi insanguinata fino al mio letto,

fidanzata mia,

e allora

tutta la notte camminammo

dormendo

e quando ci svegliammo

eri intatta e nuova,

come se il grave vento dei sogni

di nuovo avesse dato

fuoco alla tua chioma

e in frumento e argento avessi sommerso

il tuo corpo fino a renderlo abbagliante

Io non soffrii, amor mio,

io solo ti attendevo.

Dovevi cambiar di cuore

-

POSSO SCRIVERE I VERSI.

(Questa volta, da me a te, Ivo)

Posso scrivere i versi pi� tristi stanotte.

Scivere, per esempio: "La notte � stellata,

e tremano, azzurri, gli astri, in lontananza".

Il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi pi� tristi stanotte.

Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.

L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch'io l'amavo.

Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi pi� tristi stanotte.

Pensare che non l'ho pi�. Sentire che l'ho persa.

Sentrie la notte immensa, ancor pi� immensa senza lei.

E il verso scende sull'anima come la rugiada sul prato.

Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.

La notte � stellata e lei non � con me.

Questo � tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.

La mia anima non si rassegna d'averla persa.

Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.

Il mio cuore la cerca, e lei non � con me.

La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.

Noi, quelli d'allora, gia' non siamo gli stessi.

Io non l'amo pi�, � vero, ma quanto l'ho amata.

La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

D'un altro. Sar� d'un altro. Come prima dei miei baci.

La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.

Ormai non l'amo pi�, � vero, ma forse l'amo ancora.

E' cos� breve l'amore e cos� lungo l'oblio.

E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,

la mia anima non si rassegna d'averla persa.

Bench� questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,

e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

-

Pablo Neruda